Oggi a Teatro
Elena Arvigo presenta
di Elena Arvigo

La metafisica della bellezza

Il Teatro della Brigata
domenica 14 ottobre ore 18:30

Lettura scenica di e con Elena Arvigo

Elena Arvigo
Elena Arvigo

Una lettura scenica d’impatto emotivo l’attrice genovese, Elena Arvigo, allieva di Strehler, sensibile interprete di monologhi al femminile nei maggiori teatri italiani, che qui propone la sua seconda tappa di studio della sua prossima produzione teatrale.

A 60 anni dalla legge sulle ‘case chiuse’, in scena potremo ascoltare, dalla struggente voce di Elena, alcune tra le più signicative di quelle lettere,  di “professioniste”, ma in realtà di madri, donne spaventate, nelle cui parole potremo ritrovare molto di tutti noi, raccolte dalla Senatrice Merlin e da Carla Barberis, moglie di Sandro Pertini, che le furono inviate a sostegno del suo proponimento di chiuderle.

Un omaggio alla figura di Lina Merlin, che nel 15 di ottobre del 2018 ricorre la data della sua nascita.

Un’ insegnante e antifascista, una delle 5 donne della Costituente, a lei si deve quella frase“senza distinzione di sesso” contenuta nell’articolo 3 della Costituzione italiana, sul diritto di pari dignità e uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

“Ma che uomini siete che per avere i favori di una donna dovete pagarla?”

Questa la frase storica e provocatoria con cui la senatrice Merlin sfidò i colleghi maschi del parlamento e del governo, che non volevano saperne della sua proposta di legge per chiudere le case di tolleranza. Sessant’anni fa – 20 febbraio 1958 – la Camera approvava, in via definitiva, la legge Merlin,  che proibiva l’attività dei «casini» o case chiuse.

Anche se oggi qualcuno vuole riaprire le case, sarà bene ricordare che quelle d’allora – qualunque cosa raccontino i nostalgici – erano dei veri e propri lager.

Lo documentano le lettere che, all’epoca, le signorine delle case scrivevano alla senatrice perché non demordesse dai suoi intenti.

“B., 27 Gennaio 1951

Signora Deputatessa Merlin

Io ò saputo dalle mie compagne della legge che fà per noi prostitute. Io non me ne intendo; sono una povera donna che faceva la serva e sono delle campagne di C. e vorrei tornarci a fare la serva o la contadina non questo mestiere che mi fà schifo. Ero a M. e M. mi faceva terrore e io uscivo poco, avevo paura dei trammi e delle macchine, ma un giorno uscivo e incontrai uno che mi si mise dietro a camminare dietro.

I miei padroni tutte le sere facevano cene, ballavano e poi si baciavano e anche con le mani non stavano fermi bene e io pensai che fare all’amore non era peccato e mi ci misi con un giovanotto che non parlava come noi di C.

Ma un giorno mi portò nella sua camera perché disse «ò male allo stomaco».

Ma altroché male lui, mi prese e mi cosò anche mentre io piangevo e dissi «ò paura ò paura». Poi non mi à sposato e mi à fatto fare il figliolo.

Io sono prostituta perché i padroni non mi rivolevano e loro erano come me e peggio e si facevano sempre cornuti fra elli. ò paura di venire via per la fame e per chiedere perdono alla famiglia che sono onesti fratelli e sorelle. Però a C. sarei felice, ci sono nata, c’è l’aria sana, gli olivi e la vendemmia e anche i contadini mi volevano bene.

M’aiuti Signora Deputatrice io voglio salvare mio figlio”

Al termine dello spettacolo, coordinerà il dibattito, il Dott. Nicola Artico presso Azienda Usl Toscana Nord Ovest

La metafisica della bellezza

Biglietti

Biglietti
Posto unico
Intero: 12,00 €
Ridotto: 10,00 €
Ridotto ragazzi: 6,00 €

Il Teatro della Brigata

Via Brigata Garibaldi, 6 - 57127 Livorno (LI)