Oggi a Teatro
Compagnia Teatrale Pietrarossa presenta
di Christian Martinelli

Re Alfiere, Cavallo

Centro Artistico il Grattacielo
sabato 26 gennaio ore 21:00

Rappresentazione Teatrale sul teme della Shoah

Paolo Valenti
Giosuè Soavi
Paolo Valenti
Vico Federighi
Elia Soavi
Vico Federighi
Serena Pantani
Ester Soavi
Serena Pantani
Valentina Biagioni
Stella Soavi
Valentina Biagioni
Rudy Fiorentini
Manfredi Panchieri
Rudy Fiorentini
Francesco Lazzarini
Ottavio Paradisi
Francesco Lazzarini
Samantha Sarri
Sara Finzi
Samantha Sarri
Dianora Criscitello
Lea Brentano
Dianora Criscitello
Christian Martinelli
Oswald Von Ludwig
Christian Martinelli
Stefano Cini
Timo Kösting
Stefano Cini
Dario Nalin
Felix Hoffmann
Dario Nalin
Ilio Barbieri
Giulio Ferretti
Ilio Barbieri
Stefano Boi
Theo Lenz
Stefano Boi
Mirta Zucchelli
Karol Sand
Mirta Zucchelli
Pierpaolo Paggetti
Albert Muller
Pierpaolo Paggetti

Christian Martinelli
Regia
Christian Martinelli
Ilio Barbieri
Aiuto regia
Ilio Barbieri
Roberta Cini
Aiuto regia
Roberta Cini

Scenografie
Roberto Granucci
Assistente di palco
Riccardo Lazzarini
Assistente di scena
Emily Martinelli
Assistente di scena
Lara Breschi
Tecnico luci
Daniele Capecchi
Tecnico audio
Michele Cecchetti
Trucco
Giada & Francesca
Musiche
Èbemos Quartet

“La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi”. (cit. Mario Rigoni Stern)

Nell’immaginario popolare, la liberazione dei campi di concentramento nazisti fu un evento festoso che pose fine alle sofferenze degli internati. Eppure, migliaia di loro si ripresero molto lentamente e ne rimasero per sempre segnati nella mente e nel corpo, quando non ne morirono nel volgere di breve tempo dopo la liberazione.

Le ferite, soprattutto psicologiche non erano affatto rimarginate, in particolare per gli ebrei scampatiallo sterminio per i quali era impossibile, semplicemente, tornare a casa. Perché la famiglia e la casa non esistevano più. In Re, alfiere e cavallo conosceremo i quattro fratelli della famiglia Soavi, appartenente alla piccola borghesia commerciale ebraica di una cittadina italiana, lentamente inghiottiti dall’orrore: prima dall’infamia delle leggi razziali fasciste, successivamente dal lager. Stella, la sorella più piccola, promessa sposa a un giovane avvocato fascista sarà costretta ad interrompere l’insegnamento del canto, così come il fratello Elia, brutalmente allontanato dal suo impiego di bidello in una scuola elementare. Le cose non andranno meglio per Ester, la sorella maggiore che si è assunta il compito di mandare avanti la casa dopo la morte della madre.

Giosuè, tranquillo commerciante di stoffe, assolve al ruolo di capo famiglia con pacata fermezza finché gli eventi non travolgeranno i Soavi e altri amici e conoscenti del loro piccolo mondo. Solo nel gioco degli scacchi col fidato amico Ottavino, Giosuè sembra trovare un barlume di pace e serenità. Lo spettacolo offre allo spettatore la possibilità di entrare nella tradizione ebraica con il Seder di Pesach, proponendosi quale viatico per comprendere e superare le differenze culturali e religiose, mettendolo a mano a mano di fronte all’assurdità e alle limitazioni imposte dalle leggi razziali, precipitandolo infine nell’orrore. Mai viene meno il senso profondo del dolore e il rispetto per chi ha vissuto un’esperienza tanto inconcepibile e agghiacciante. Una storia, Re alfiere e cavallo, suggerita dalla vita. Anzi, una “microstoria” che sottolinea in maniera marcata, la tragica fine che ha riguardato più di 6 milioni di ebrei nel mondo e non solo. Una storia trattata con amore, delicatezza, cura e rigore.

A far da contorno al nucleo familiare il giovane e rampante avvocato fascista Manfredi Pancheri, la vicina di casa Sara Finzi, il milite fascista Giulio Ferretti, il campione di scacchi Ottavio Paradisi, i nazisti Oswald Von Ludwig, Timo Kösting, Felix Hoffmann, Albert Müller. la giovanissima Karola Sand, la kapo Lea Brentano, il prigioniero Theo Lenz. Personaggi che rappresentano il “bene” e il “male”. La storia ha avuto la "super visione" di un membro della comunità Ebraica di Livorno. 

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Re Alfiere, Cavallo

Centro Artistico il Grattacielo

Centro Artistico il Grattacielo
Via del Platano, 6 - 57125 Livorno (LI)
Sala Davanzati (149 posti)