Oggi a Teatro
Armunia presenta

La Contessa fra i sessi

di Eugenio Mastandrea ispirato da Aldo Palazzeschi
Centro Artistico il Grattacielo
sabato 30 novembre ore 21:15

Un testo ispirato da “Interrogatorio della Contessa Maria” di Aldo Palazzeschi

Eugenio Mastandrea
Eugenio Mastandrea
e con
Riccardo Riccobello
Riccardo Riccobello

Eugenio Mastandrea
Regia
Eugenio Mastandrea
Federico Longo
Aiuto regia
Federico Longo

Costumi
Flavia Galinari Zanin
Progetto grafico e video
Federico Longo

Nella Firenze dei primi anni del Novecento un giovanissimo Aldo Palazzeschi divide le sue giornate tra il suo studiolo e il Caffè delle Giubbe Rosse in piazza della Signoria, storico ritrovo per gli artisti e i letterati fiorentini dell' epoca. Ma tra tutti i variegati personaggi che frequentano regolarmente il Caffè ce n'è uno in particolare che attrae irresistibilmente la curiosità del giovane poeta e lo spinge a recarvisi ogni giorno: la Contessa Maria, una figura misteriosa e dall'energia travolgente, instancabile divoratrice di uomini e da tutti considerata una persona di vituperevoli costumi. Scansando i pregiudizi e le maldicenze che circolano sul conto della Contessa, il giovane Palazzeschi riesce a trovare un modo per avvicinarlesi, entrarvi in confidenza e scoprire che dietro questa donna affascinante e conturbante al tempo stesso, dietro tutti gli equivoci e le contraddizioni che ella porta con sé, si nasconde, invisibile agli occhi di tutti, una vera e sana moralità. Nascerà così tra i due un' amicizia profonda, intima, destinata a durare un solo anno, ma a segnare per sempre le vite di entrambi. Quando, ormai vecchio e famoso, si ritroverà seduto al suo tavolo di lavoro, quando ormai la Contessa Maria sarà per lui solo un lontano, seppur vivido, ricordo, il poeta non potrà fare altro, per esserle ancora un po' vicino, che fissare sulla carta scritta alcuni degli incontri più significativi avuti con lei. Passato, presente e creazione artistica (di cui il pubblico, interlocutore del poeta, è diretto testimone) si fondono così in un unico flusso che descrive la storia di un' amicizia e del suo lascito: un lascito fatto di perplessità, nostalgie, rimorsi, dubbi e profondi turbamenti con i quali il protagonista dovrà fare i conti per il resto dei suoi giorni.

Note di regia “Non c' è nulla da raccontare, pochissimo da dire e tutto da fare. Nella vita c'è di meglio che starsi a fare dei racconti”. Chi è veramente la Contessa Maria? Una donna lussuriosa che a dispetto della morale corrente non si vergogna di giacersi con un amante diverso ogni giorno, e ne fa anzi un vanto? O un uomo che vive apertamente la propria omosessualità in faccia al buoncostume borghese primonovecentesco? È questo il dubbio che assale lo spettatore quando questo personaggio gli si rivela per la prima volta. Da tutti aborrita e allontanata, ma allo stesso tempo da tutti ammirata e invidiata per la sua felicità, la Contessa Maria, con la sua rivoluzionaria concezione della sessualità e la sua imposizione di una morale sana e naturale, incarna l' archetipo della differenza tra i sessi e del conflittuale dualismo che tra essi si instaura.

Apparentemente uomo e donna insieme, e al contempo nessuno dei due, attraverso la sua condotta di vita la Contessa scava nei meandri più profondi dell'animo umano, facendo così, pasolinianamente, diventare l' amore fisico l' unico strumento di conoscenza e comunicazione sincera tra gli uomini, per arrivare a scoprire tutti i vizi morali che mal si celano dietro il perbenismo borghese. E a ridere di gusto di tutti quelli che pongono volutamente un limite alla propria felicità. La storia della Contessa è quella di un essere così perfettamente in armonia con se stesso e con il mondo da fare ribrezzo, invidia e insieme paura alla mediocrità delle menti di coloro che la circondano. Lungi dal crederla noi un personaggio realmente esistito o anche solo verosimile, la Contessa Maria diventa per Palazzeschi -e per noi tutti- il pretesto per una ricerca personale (“La Contessa Maria sono io” scriverà l' autore), un' esperienza profonda e a tratti dolorosa di cui per sempre il poeta si porterà dietro i segni, un incontro ravvicinato con se stesso attraverso questa figura vulcanica e travolgente che è la Contessa, e al contempo onirica, sfuggevole e impalpabile, come il fumo delle sue sigarette.”

La Contessa fra i sessi

Biglietti

Biglietti
Posto unico
Intero: 12,00 €
Ridotto: 10,00 €
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Centro Artistico il Grattacielo

Centro Artistico il Grattacielo
Via del Platano, 6 - 57125 Livorno (LI)
Sala Beckett (100 posti)